In natura esistono tantissimi modi di comunicare, ma sicuramente la comunicazione più affascinante e misteriosa è quella olfattiva, cioè quella che si basa sullo scambio di segnali di tipo chimico.

Ma che differenza c'è tra odori e feromoni?

Gli odori sono stimoli sensoriali, ossia sono percepiti da neuroni di tipo olfattivo che inviano il messaggio al cervello che identificherà l’odore in base alle esperienze precedenti. L'odore è, quindi, uno stimolo condizionato, ossia, per generare un comportamento è necessario che l’animale ne abbia già fatto precedentemente esperienza.

I feromoni (dal greco ϕερέιν = portare e ωρμάο = stimolare, eccitare) sono, invece, segnali incondizionati, agiscono su vie cerebrali differenti e sono in grado di modificare lo stato emozionale ed ormonale senza che sia necessaria una pregressa esperienza. I feromoni sono capaci di attivare l’ipotalamo (ghiandola importantissima per il rilascio di ormoni) e il sistema limbico (coinvolto nelle emozioni e nel comportamento).

Solo per pochissimi feromoni ad oggi, è stata possibile l’identificazione e l’associazione ad una precisa funzione comportamentale. Per quanto riguarda i mammiferi, i feromoni evidenziati sono stati classificati in relazione alle ghiandole secernenti o in ragione della loro azione. Si parla quindi, in base alla funzione, di feromoni d'adozione, di appagamento, d’identificazione, di delimitazione territoriale, di allarme e sessuali. Nel cane, ad esempio, i feromoni di adozione, sono disciolti nel liquido amniotico e innescano nella madre le cure parentali, favorendo la nascita del legame di attaccamento (madre – cucciolo).

Le aree del corpo deputate a secernere feromoni nel cane sono:

- regione podale (spazi interdigitali, cuscinetti plantari) deputati al rilascio di feromoni di tipo territoriale che vengono tipicamente secreti quando il cane gratta il terreno.

- complesso mammario che comprende ghiandole situate nel solco intermammario che si attivano dal terzo-quinto giorno dopo il parto. A questo livello è prodotto il feromone più conosciuto, studiato ed utilizzato anche in terapia, ossia la Apaisina, con funzione appagante, tranquillizzante, necessario a creare il riconoscimento tra cucciolo e mamma.

- regione perineale con ghiandole sopracaudali, secernenti feromoni sessuali, ghiandole perineali e sacchi anali implicati nella comunicazione di tipo sessuale, ma anche gerarchica e d’allarme.

- regione genitale che produce feromoni sessuali.

- è inoltre possibile evidenziare feromoni anche nelle urine (marcature urinarie) e feci.

E’ bene conoscere l’importanza di questo linguaggio e rispettarlo il più possibile, evitando, ad esempio, una toelettatura eccessivamente frequente o con prodotti che tendono a coprire l’odore dei nostri animali. Infatti questo potrebbe essere per loro fonte di stress, perché li potremmo rendere incapaci di comunicare con i loro simili o generare dei segnali confusi.

Grazie alla possibilità di creare in laboratorio alcuni di questi feromoni, l' Apaisina soprattutto, è possibile parlare di feromonoterapia, cioè dell'uso dei feromoni nell'ambito della cura delle affezioni comportamentali. Oggi in commercio esistono degli erogatori spray, diffussori ambientali o collari a base di feromoni appaganti che aiutano il cane a risolvere, unitamente ad una mirata terapia comportamentale, specifiche fobie o che gli permettono semplicemente di affrontare più serenamente situazioni per lui stressanti, come l'arrivo di un altro animale in casa, un trasloco, il viaggio in macchina o la visita dal veterinario.

a cura della Dott.ssa Annamaria Carbone, Medico veterinario Union B.I.O.


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