Agility, Disc Dog, Attivazione mentale, Nosework, Mobility... Cosa fare?

Agility, Disc Dog, Attivazione mentale, Nosework, Mobility Dog... Tante sono le attività che si possono fare (tempo e soldi permettendo) con il nostro peloso ma... Qual è il loro scopo? Sono tutte alla portata di tutti? Quale scegliere? Poiché sarebbe impossibile parlarne in un unico articolo cercherò di fare un po’ d’ordine. La prima considerazione è che tutte queste attività hanno tutte un unico e grande vantaggio: attraverso il gioco con il cane costruiscono, mantengono e rinforzano la relazione tra il quattro zampe e il conduttore. Non ci sono dubbi quindi sulla loro utilità, a patto che siano fatte rispettando due presupposti irrinunciabili: siano adatti alla razza del cane e piacciano più a lui che a noi (anche se non possiamo chiederglielo, non è difficile capirlo).

Detto questo, la prima personalissima distinzione è dividere tutte queste attività tra "performative" e "educative"; in quelle”performative”, le chiamo così poiché sono più basate su una prestazione, il cane esegue dei comandi il cui scopo è spesso competere per dimostrare le abilità del binomio (coppia cane conduttore). Fanno parte di questo gruppo l’obedience o la Rally obedience, l’Agility Dog, la Disc Dog, la Dog dance, e i Tricks. La caratteristica principale è che a condurre il gioco è l’uomo, che impartisce comandi che il cane esegue in maniera più o meno precisa, e spesso necessitano un campo di addestramento e attrezzature per essere praticate.

Del secondo gruppo invece fanno parte le attività che amo definire “educative”, che comprendono il Nosework, l'attivazione mentale e la Mobility dog. Le prime due impongono al cane un ragionamento e una certa capacità di concentrazione, attività per le quali è necessario lavorare sui propri autocontrolli e imparare quindi a calmarsi, uno dei pilastri fondamentali della gestione del cane e del suo benessere psicofisico. Nella terza invece, cioè la Mobility, a essere stimolata è la propriocettività del cane, ossia la capacità di percepire il mondo attraverso i sensi, aiutando il cane a superare sotacoli e barriere fisiche grazie alle quali è possibile abituarsi a superfici diverse, a imparare a camminare sulle scale e passerelle etc.

Per loro natura quindi le attività educative sono adattissime alla rieducazione comportamentale rivelandosi molto utili con soggetti iperattivi e/o paurosi e con una scarsa autostima, oltre che a rappresentare un divertente complemento all’educazione di base fatta attraverso i cosiddetti comandi di controllo (seduto, terra resta etc.).

Mi piace chiamarle educative, parola che deriva dal latino “ex ducere” ovvero “portare fuori”, poiché piuttosto che addestrare il cane a un compito (si veda il mio articolo sulla differenza tra educare e addestrare) fanno emergere le sue innate competenze che a causa della vita urbana e spesso sedentaria hanno dimenticato, come la capacità di ragionare (in particolare nella attivazione mentale) o di usare il fiuto (nel Nosework), che scopriremo il prossimo mese! 

a cura di Davide Calcatelli educatore cinofilo - Canabile – http://www.canabile.it/

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